La gara parte da piazza Martiri della Libertà all’angolo con via Fratelli Piol. Questo tratto è uno dei pochi asfaltati in quanto la gara si correrà su sentieri e strade sterrate. Il percorso si snoda nei comuni di Rivoli, Rosta, Buttigliera, Reano, Villarbasse per poi tornare qui in piazza Martiri a Rivoli. Gli atleti non saranno soli lungo il percorso, a “controllare” il loro passaggio lungo i trenta chilometri ci saranno i volontari degli Alpini, dei Carabinieri, la Protezione Civile di Reano che presidierà tutto il tratto relativo al Moncuni; in tutto saranno una cinquantina di persone a far sì che tutto si svolga al meglio per gli atleti. Il percorso è segnato con spruzzi di vernice azzurra e con bandierine di colore giallo recanti il logo della Morenica Trail, inoltre per maggior sicurezza verranno poste delle bandelle di colore bianco/rosso nei punti più critici.
L’avvio è subito in salita, e la salita accompagnerà gli atleti per i primi tre chilometri con uno strappo finale conosciuto dai podisti rivolesi come la “salita del topo”. Ma ad alleviare le sofferenze e accompagnare gli atleti in questo primo tratto di gara c’è la storia di Rivoli. Già la via FRATELLI PIOL, via centrale e isola pedonale, ci ricorda la signora Brigida Piol che durante la seconda guerra mondiale e la Resistenza, ha perso i suoi quattro figli e il marito e ha avuto la casa bruciata dai nazifascisti. Un centinaio di metri dopo la partenza, sulla destra si può ammirare VILLA CAVALLI, appartenuta originariamente alla famiglia Nasi. Proseguendo lungo la via troviamo la CASA del CONTE VERDE (conte Amedeo VI di Savoia) denominazione che risale alla fine del trecento, e prima di arrivare al castello ci imbattiamo in quello che resta dell’ANTICA COLLEGIATA di SANTA MARIA della STELLA, la torre campanaria, che si erge in uno dei luoghi più suggestivi e ricchi di storia dell'intera città e subito a seguire VILLA FIORITO, risalente nelle sue parti più antiche al XVII secolo. Ed eccoci al termine della prima e lunga salita, circa un chilometro dalla partenza, al CASTELLO dello JUVARRA che dall'alto della collina domina la cerchia delle Alpi e la pianura piemontese in un abbraccio panoramico emozionante; è una reggia settecentesca progettata da Filippo Juvarra e rimasta incompiuta. Nell'ottocento divenuto un peso morto per i Savoia, il Castello è affittato nel 1860 al Comune di Rivoli, che lo acquista poi nel 1883 e vi alloggia le guarnigioni militari. Nel 1984 in seguito al restauro condotto dall'architetto Andrea Bruno, diventa Museo d’Arte Contemporanea.
Qui finisce la storia, ma la salita prosegue e dopo l’ultima rampa, come detto prima, conosciuta come “muro del topo”, gli atleti affrontano un breve tratto in piano per poi svoltare a sinistra e affrontare una breve salita seguita ovviamente da una discesa su sentiero un po’ malagevole che li condurrà al LAGO PESSINA (o "dei Tritoni"), sino al pilone dedicato alla Madonna della Consolata, patrona di Torino. L'opera e' il frutto di un appello del sindaco di Rosta, (Paolo De Nigris) rivolto alle associazioni del paese, al fine di promuovere la realizzazione di un monumento a ricordo dell'anno giubilare 2000 e del passaggio al nuovo millennio. Gli alpini della locale sezione dell'A.N.A. hanno risposto, come sempre, prontamente proponendo l'erezione di un pilone da dedicare alla Vergine ed impegnandosi a fornire la manodopera necessaria.
Il sentiero prosegue con saliscendi continui e alcuni strappetti, fino a raggiungere la strada statale Reano-Buttigliera, primo ristoro, ottavo km, che verrà attraversata dagli atleti per immettersi sul sentiero che porta al Moncuni (Monte Cuneo 641 m.). Questa è la parte più impegnativa della gara sia per la salita quasi continua intervallata da due strappi decisi, il primo poco dopo il decimo chilometro che costringe la maggior parte degli atleti a camminarlo, il secondo più abbordabile ma ostico per via del terreno pietroso, che per il suo terreno in alcuni tratti difficoltoso per via di alcuni passaggi stretti dove è quasi impossibile superare, ma raggiunta la vetta la vista spazia a 360 gradi: dalla cima del Monviso sino al Musinè, è un panorama senza eguali.Qui siamo al tredicesimo chilometro, tre chilometri di discesa pressoché continua porta gli atleti a raggiungere il paese di Reano, dove accanto alla CAPPELLA della MADONNA della PIETA’ è posto il secondo ristoro. Annesso alla Cappella, si trova l'edificio scolastico fondato dalla famiglia Dal Pozzo della Cisterna; nacque come scuola femminile a cui la principessa Maria Vittoria nel 1867, volle aggiungere un asilo infantile per i bimbi di Reano. Gli atleti qui si possono rifocillare con bevande e alimenti per affrontare al meglio la seconda parte in quanto hanno appena superato la metà del percorso, sedicesimo chilometro. Dopo un breve tratto asfaltato ci si immette su un sentiero che passa vicino il CASTELLO di REANO, gli atleti forse non lo vedranno ma lui dall’alto del poggio su cui sorge assisterà al loro passaggio. Le sue origini sono antichissime in quanto già in epoca romana era un piccolo fortilizio. La sua storia è strettamente legata alla famiglia Dal Pozzo che lo acquistò nel 1566 e ne rimase in possesso per secoli, sino alla morte avvenuta nel 1876, della Principessa Maria Vittoria, Signora di Reano e Regina di Spagna, figura molto cara ai reanesi per la sua sensibilità e generosità. Attualmente il castello è di proprietà privata.
Questa seconda parte sarà contraddistinta da un percorso impegnativo con continui cambi di passo, e fondo del terreno che varierà continuamente. Lasciato l’abitato di Reano gli atleti rientrano nel bosco per raggiungere Camporosso una frazione di Villarbasse che è passata alla storia per un fatto avvenuto nel novembre del 1945 ricordato come la “Strage di Villarbasse”, dieci persone vennero massacrate a colpi di bastone e gettate ancora vive in una cisterna. I responsabili, di origine siciliana, vennero processati e condannati alla pena capitale ancora in vigore. Questa fu l'ultima condanna a morte, l'ultima fucilazione, avvenuta in Italia motivo per il quale l'evento è tutt'ora ricordato. Abbandonato questo breve tratto d’asfalto il percorso torna sui sentieri di campagna dove in alcuni tratti gli atleti possono sfogarsi a correre a ruota libera per poi all’improvviso trovarsi davanti ad una salita. E’ una zona questa, Borgata Vigne di Villarbasse, caratterizzata da questi continui cambiamenti di ritmo che mette gli atleti a dura prova in quanto i chilometri cominciano a farsi sentire e la concentrazione deve sempre essere al massimo per affrontare le discese a volte fangose e a volte pietrose. Si giunge così al ventiquattresimo chilometro ultimo ristoro e ultimi tratti in salita che portano gli atleti a rientrare verso Rivoli. Lasciato il sentiero per l’asfalto si comincia a vedere il castello di Rivoli e le prime abitazioni, si raggiunge strada Pozzetto una discesa invitante in mezzo ad un viale alberato, ma la sorpresa è li dietro l’angolo, anzi dietro la rotonda, infatti pochi metri dopo ecco presentarsi una scala in legno che porta gli atleti all’interno del parco di SAN GRATO dove sorge l’omonima CAPPELLA edificata nel 1700. Al termine della scala si presenta l’ultima salita, forse la più dura in quanto abbiamo da poco superato il ventottesimo chilometro, dopo la curva ci si butta giù per una discesa ripida si affronta l’ultimo tratto in piano del percorso per uscire dal parco. Ultimo sguardo al castello dello Juvarra e poi giù ancora per via F.lli Piol tra la gente che applaude. Superata la storica pasticceria MOINE nuovamente giù, un segno della croce al passaggio davanti alla CHIESA SANTA MARIA della STELLA ed ecco l’arrivo in piazza Martiri della Libertà che avevamo lasciato questa mattina.
Sotto il TRACCIATO di GoogleEarth e un filmato dalla vetta del Moncuni